La Prima Guerra Mondiale (1914-1918), definita dai contemporanei "Grande Guerra", non fu solo un usuale conflitto tra eserciti. Dobbiamo piuttosto intenderla come una rottura epistemologica e sociale che ha ridefinito la modernità. È stata la prima guerra totale, in cui l'intera struttura industriale, economica e sociale degli Stati è stata mobilitata per l'annientamento del nemico.
Il conflitto fu l'esito di tensioni accumulate per decenni. Possiamo riassumerle nel sistema M.A.I.N.:
La scintilla: il 28 giugno 1914, a Sarajevo, lo studente serbo-bosniaco Gavrilo Princip uccise l'arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono austro-ungarico. Questo evento attivò l'effetto domino delle alleanze, portando in poche settimane le principali potenze mondiali in guerra.
L'attentato di Sarajevo in un'illustrazione di Achille Beltrame.
Inizialmente, i comandi militari (specialmente quello tedesco con il piano Schlieffen) prevedevano una guerra lampo (Blitzkrieg ante litteram). L'obiettivo era invadere la Francia passando per il Belgio neutrale, sconfiggerla rapidamente e poi spostare le truppe a est contro la Russia.
Tuttavia, dopo la battaglia della Marna (settembre 1914), l'avanzata tedesca fu bloccata. Il fronte si stabilizzò lungo una linea di 700 km, dalla Svizzera al Mare del Nord.
La Grande Guerra segnò l'esordio di tecnologie che cambiarono il volto del combattimento:
1º luglio 1916, ore 07:30, le prime truppe britanniche balzano fuori dalla loro trincea; ha inizio la battaglia della Somme.
Battaglie come Verdun e la Somme (1916) causarono milioni di vittime per guadagni territoriali irrisori, dimostrando l'inefficacia delle vecchie tattiche di carica frontale contro le mitragliatrici moderne.
Due eventi cambiarono radicalmente l'inerzia del conflitto:
Il collasso degli Imperi centrali avvenne per esaurimento interno prima che per una sconfitta militare definitiva sul campo. L'armistizio fu firmato l'11 novembre 1918.
I trattati di pace (in particolare il Trattato di Versailles, 1919) imposero condizioni durissime alla Germania, considerata l'unica responsabile del conflitto. Le conseguenze furono enormi:
La Prima Guerra Mondiale non chiuse le tensioni del XIX secolo, ma le esasperò. Molti storici considerano il periodo 1914-1945 come una "nuova guerra dei trent'anni", poiché le ferite aperte a Versailles e il collasso delle economie europee crearono il terreno fertile per l'ascesa dei totalitarismi e lo scoppio del secondo conflitto mondiale.