La Donna e la Grande Guerra

La Prima Guerra Mondiale agì come un potente acceleratore sociale. Mentre milioni di uomini venivano inviati al fronte, le mura domestiche — per secoli unico perimetro concesso all'universo femminile — crollarono sotto la necessità della mobilitazione totale. La donna divenne, per la prima volta su scala globale, il motore indispensabile della nazione in armi.

1. Il fronte interno: le fabbriche della vittoria

Con la partenza dei mariti e dei padri, le donne occuparono i posti rimasti vacanti nell'industria. In Gran Bretagna e Francia, le "munitionettes" (operaie nelle fabbriche di munizioni) divennero il simbolo di questo sforzo. Iniziarono a svolgere lavori pesanti e pericolosi, manipolando sostanze tossiche come il tritolo, che spesso colorava loro la pelle di giallo.

Operaie italiane in fabbrica

Due membri dei Corpi Ausiliari dell'esercito femminile in Francia usano elmetti tedeschi come cestini: un cambiamento radicale dei ruoli di genere.

Non solo fabbriche: le donne divennero tranviere, impiegate di banca, portalettere e dirigenti d'azienda. Questo ingresso massiccio nel mondo del lavoro salariato garantì loro una prima, seppur parziale, indipendenza economica.

2. Il caso italiano: crocerossine e portatrici

In Italia, il contributo femminile fu multiforme e spesso eroico. Oltre all'impegno nelle campagne e nelle fabbriche, migliaia di donne si arruolarono come infermiere volontarie della Croce Rossa, assistendo i feriti a ridosso delle linee di combattimento.

Particolare rilievo storico hanno le portatrici carniche: donne che, nelle montagne del Friuli, trasportavano sulle spalle gerle pesantissime cariche di viveri, munizioni e medicinali fino alle trincee d'alta quota, sfidando il fuoco nemico e le intemperie.

3. Mutamenti del costume e identità

La libertà di movimento richiesta dal lavoro portò a una rivoluzione anche nell'estetica e nel comportamento. Le gonne si accorciarono per praticità, i capelli vennero tagliati "alla maschietta" e i busti soffocanti vennero abbandonati. La donna che girava da sola in città, che fumava o che prendeva decisioni familiari autonome non era più un'eccezione, ma una necessità sociale.

Operaie italiane in fabbrica

Poster di reclutamento delle crocerossine americane.

4. Il dopoguerra: tra reazione e suffragio

Al termine del conflitto, il ritorno degli uomini dal fronte generò una forte spinta reazionaria: molte donne vennero licenziate per far posto ai reduci. Tuttavia, il "ritorno all'ordine" non fu completo. La consapevolezza acquisita non poteva essere cancellata.

Archivio documentale

Studia le raccolta di testimonianze delle donne al fronte e nelle fabbriche.

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