La cosmogonia: il Timeo
Capitolo VI: l'ordine matematico dell'universo(Cosmology and the origin of the universe)
Finora abbiamo analizzato la spaccatura ontologica tra il mondo perfetto delle Idee e quello imperfetto della materia. Ma come è nato, per Platone, il cosmo fisico in cui abitiamo? Perché esiste l'ordine e non il caos? Nel dialogo intitolato Timeo, Platone propone una cosmogonia (un discorso sulla nascita dell'universo), avvertendoci però che, trattandosi di cose fisiche e mutevoli, il suo non sarà un discorso assolutamente certo, ma solo un "mito verosimile" (a likely story / probable myth).
Il Demiurgo: l'artefice divino
Per Platone, il mondo sensibile non è eterno, ma è "nato", ha avuto un principio. Tuttavia, non è stato creato dal nulla (creazione ex nihilo, concetto estraneo alla mentalità greca). A plasmarlo è stato il Demiurgo (The Demiurge / Divine Craftsman), un divino artefice, dotato di intelligenza e volontà buone.
Gli ingredienti dell'universo:
Il Demiurgo si trova davanti a due elementi preesistenti:
1. Le Idee (the forms): il modello eterno e perfetto, luminoso e immutabile.
2. La chòra (the receptacle / space): una materia primordiale, oscura, caotica e informe, agitata da movimenti sregolati.
Essendo buono e privo di invidia, il Demiurgo vuole che l'universo sia il più possibile simile alla perfezione delle Idee. Pertanto, prende la materia caotica (chòra) e la "plasma" guardando il modello ideale. Il cosmo è quindi un'opera d'arte, il risultato di uno sforzo intelligente per piegare la materia bruta alla razionalità (imposing order on chaos).
L'origine dello spazio e del tempo
Nel modellare l'universo, il Demiurgo dà origine a due dimensioni fondamentali per la nostra esistenza fisica:
- Lo spazio: coincide con la Chòra stessa. È il "ricettacolo" universale, la culla che deve necessariamente accogliere tutte le cose generate per dare loro un'estensione.
- Il tempo: prima della generazione del cosmo, il tempo non esisteva; vi era solo l'eternità immobile dell'Iperuranio. Il Demiurgo, non potendo rendere la materia eterna, crea il tempo.
"Egli pensò di fare un'immagine mobile dell'eternità [...] un'immagine eterna che procede secondo il numero, quella che noi chiamiamo tempo".
— Platone, Timeo
Il tempo è misurato dal moto circolare e regolare degli astri (celestial bodies). Attraverso lo scorrere dei giorni e delle notti, il mondo fisico imita l'immutabilità eterna delle Idee (moving image of eternity).
L'ordine matematico dell'universo
Ma come fa il Demiurgo a tradurre la perfezione logica delle Idee in materia grezza? Usa lo strumento più puro a disposizione dell'intelletto: la matematica e la geometria (geometric harmony / mathematical order).
Platone, influenzato dal pitagorismo, afferma che i quattro elementi naturali (fuoco, terra, aria, acqua) non sono masse informi, ma sono strutturati microscopicamente secondo figure geometriche perfette, i cosiddetti solidi platonici (platonic solids):
- Il tetraedro (piramide a 4 facce) forma il Fuoco, perché è appuntito e penetrante.
- Il cubo (esaedro) forma la Terra, perché è la figura più stabile.
- L'ottaedro forma l'Aria.
- L'icosaedro (20 facce) forma l'Acqua, perché essendo quasi sferico, scorre facilmente.
Il messaggio del Timeo è grandioso e fondativo per tutta la scienza occidentale successiva, da Keplero a Galileo: il libro della natura è scritto in linguaggio matematico. L'universo, nonostante la resistenza e l'imperfezione intrinseca della materia corporea, è un cosmo (dal greco kosmos, ovvero "ordine, ornamento", in opposizione al disordine).
La voce del Timeo
Non accontentarti degli appunti: leggi tu stesso il momento in cui Platone descrive il "movimento" del Demiurgo che, mosso dalla bontà, decide di generare il cosmo plasmando il caos.
Qual è stata la ricezione del Timeo nel Medioevo?→