Il volto di Socrate

Perché il fondatore della filosofia occidentale era l'uomo più brutto di Atene?

Busto di Socrate - Louvre

1. Lo scandalo estetico

Immaginate una Atene piena di statue marmoree di atleti perfetti. In questo mondo, la bellezza fisica era specchio della bontà morale (un concetto chiamato kalokagathìa: "bello e buono").

Socrate rompe questo schema. Era descritto come basso, con la pancia pronunciata, il naso camuso (schiacciato), le labbra grosse e gli occhi bovini sporgenti. Somigliava a un satiro, figure mitologiche mezze bestie note per la loro lussuria e ignoranza. Come poteva l'uomo più sapiente avere l'aspetto di un mostro?

2. La metafora del Sileno

Passa il mouse (o tocca) sulla statuetta qui sotto per rivelare la verità descritta da Alcibiade nel "Simposio".

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L'esterno

"Guardo Socrate e vedo un satiro grossolano. Sembra scolpito nella pietra grezza, come quelle statuette dei Sileni che si vendono al mercato: brutte, ridicole, che suonano il flauto in modo sgraziato".

(Tocca per aprire)

L'interno

"Ma se aprite quella statuetta a metà... oh, dei! All'interno trovate immagini di divinità d'oro massiccio, così belle, così luminose e straordinarie che non puoi fare altro che obbedire a ciò che comandano".

3. Socrate come Eros

Questo paradosso ci porta al cuore della filosofia. Nel Simposio, Socrate descrive Eros (Amore) non come un dio bello e felice, ma come un demone scalzo, povero e sempre a caccia.

Proprio come Socrate:

"Si ama solo ciò che non si possiede"

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