Il De Anima Mundi
Lettura di frammenti scelti di Guglielmo di Conches (Libro I)(reading primary sources)
In questi estratti del primo libro del suo trattato, Guglielmo di Conches opera una sintesi spericolata e affascinante. Cerca di tradurre le categorie ontologiche di Platone (il cosmo, l'invisibile, il Demiurgo ordinatore, l'Anima del Mondo) all'interno del rigoroso orizzonte teologico cristiano, rivendicando al contempo il potere autonomo della ragione umana nello studio della natura.
1. Il dualismo e l'oggetto della filosofia
2. L'Artefice divino e la logica contro il caso
Qui assistiamo alla perfetta sovrapposizione tra il Demiurgo platonico del Timeo e il Dio creatore biblico (the divine Craftsman). Guglielmo usa un'argomentazione squisitamente razionale: la meravigliosa armonia di elementi contrari non può nascere dalla natura bruta né dal caso (il quale è solo un evento inatteso nato da cause preesistenti). L'ordine cosmico esige un "artefice" intelligente.
3. Il rischio ermeneutico supremo
Questo è lo snodo più audace e "pericoloso" della Scuola di Chartres. Il principio vitale che Platone chiamava "Anima del Mondo" (la forza che tiene unito il cosmo materiale e lo fa vivere intellettualmente) viene identificato con la terza Persona della Trinità (The Holy Spirit). Guglielmo giustifica l'analogia affermando che è la bontà e la volontà divina a infondere la vita al creato.
4. Natura operante e difesa della razionalità
In chiusura di questi passaggi scelti, Guglielmo rivendica con forza l'autonomia dello studio razionale della natura (rational inquiry). Attacca apertamente chi, per superbia o ignoranza, rinuncia a indagare le cause naturali preferendo affidarsi ciecamente all'irrazionalità. La fede e l'intervento miracoloso non devono essere una comoda scappatoia: intervengono solo lì dove la ragione umana, avendo tentato tutto il possibile, raggiunge il proprio limite strutturale.
Guglielmo imposta fin da subito la sua opera su un rigoroso dualismo platonico (ontological dualism): la realtà si divide in materia visibile e sostanza invisibile intelligibile. Si noti il rischio teologico: tra le supreme realtà invisibili, accanto al "Creatore" cristiano, Guglielmo inserisce concetti di diretta derivazione greca come i "demoni" e, soprattutto, l'Anima del Mondo (the World Soul).