Laboratorio di storiografia

I molteplici volti dello Stupor Mundi

Che cos'è la verità storica?

Quando studiamo un personaggio del passato, raramente troviamo una singola "verità". Gli storici devono comportarsi come investigatori, analizzando le fonti primarie (i documenti scritti da chi visse in quell'epoca). Tuttavia, chi scrive ha sempre un proprio punto di vista, un proprio credo politico o religioso.

Nessuno dimostra questo concetto meglio di Federico II di Svevia. A seconda di chi impugnava la penna, l'Imperatore veniva descritto come un mostro eretico o come un sovrano illuminato e giustissimo.

Analisi dei tre ritratti

Il francescano guelfo Salimbene de Adam dipinge Federico come un accanito persecutore della Chiesa, descrivendolo come un uomo astuto, avido, lussurioso e privo di fede. Tra le varie "stranezze" crudeli che gli attribuisce, spicca l'isolamento di alcuni neonati per scoprire la lingua originaria dell'umanità, esperimento tragicamente fallito a causa della mancanza di affetto materno. Salimbene lo definisce inoltre un materialista, convinto che non ci fosse vita dopo la morte.

Di tutt'altro avviso è il ghibellino Goffredo di Cosenza. Nella sua cronaca, Federico appare come un uomo di straordinaria prudenza e magnanimità. Viene esaltato il suo impegno nel promuovere le arti liberali in Sicilia e il suo amore per la giustizia, tanto che l'imperatore permetteva a chiunque, persino al più povero, di fargli causa in tribunale ponendosi al suo stesso livello.

Infine, il cronista arabo Sibt Ibn Al-Giawzi ci offre uno sguardo esterno, narrando la visita di Federico a Gerusalemme. Sebbene confermi la sua fama di materialista che "del Cristianesimo si faceva semplice gioco", ne evidenzia il profondo rispetto per l'Islam: l'imperatore, infatti, rimproverò aspramente il cadì locale per aver silenziato il richiamo alla preghiera dei muezzin nel tentativo di non disturbarlo.

Consulta i documenti (PDF)

Clicca sui pulsanti sottostanti per leggere i testi originali delle tre cronache appena citate.

La fonte guelfa Cronaca di Salimbene de Adam (ostile) La fonte ghibellina Cronaca di Goffredo di Cosenza (favorevole) La fonte islamica Cronaca di Sibt Ibn Al-Giawzi (esterna)

Il tuo compito: diventa uno storico

Dopo aver scaricato e letto attentamente le tre fonti, rispondi alle seguenti domande, confrontando le diverse versioni:

  1. La cultura: Salimbene e Goffredo concordano su alcune qualità intellettuali di Federico. Quali sono i suoi meriti oggettivi in campo culturale riconosciuti da entrambi?
  2. La religione: come viene descritto l'atteggiamento di Federico verso la Chiesa cattolica nella fonte guelfa rispetto a quella araba? Trovi dei punti in comune nel modo in cui viene definita la sua fede?
  3. La giustizia e il potere: contrapponi l'episodio del notaio a cui viene mozzato il pollice (fonte guelfa) con la descrizione dei tribunali imperiali (fonte ghibellina). Quali conclusioni puoi trarre sull'esercizio del potere da parte di Federico?
  4. Sintesi finale: scrivi un breve paragrafo (max 10 righe) spiegando chi era, secondo te, il "vero" Federico II, motivando la tua risposta in base all'analisi incrociata dei tre documenti.
← Torna alla lezione