Il distacco da Platone
Il passaggio dal pensiero di Platone a quello di Aristotele segna uno spartiacque fondamentale nella storia della filosofia occidentale. Mentre Platone aveva collocato la vera realtà nel mondo intellegibile delle idee, svalutando il mondo sensibile come una sua pallida e imperfetta copia, Aristotele compie una mossa teoretica rivoluzionaria. Egli riporta l'essenza delle cose all'interno delle cose stesse, fondando il principio di immanenza.
Per Aristotele, le forme non abitano un iperuranio separato e inaccessibile, ma costituiscono la struttura intima e razionale del nostro mondo fisico. Questa scelta comporta una profonda riabilitazione della natura e dell'esperienza quotidiana. L'osservazione empirica non è più considerata un inganno dei sensi dal quale il filosofo deve fuggire, ma diventa il punto di partenza necessario e ineludibile per ogni vera indagine scientifica.
Il quadro storico e biografico
Comprendere Aristotele significa anche collocarlo nel suo preciso orizzonte storico. La sua vita si svolge nel delicato periodo di transizione tra l'epoca d'oro delle libere città-stato greche e l'inarrestabile emergere dell'impero macedone, evento che segnerà l'inizio della nuova età ellenistica. Il suo legame con la Macedonia è profondo e organico, essendo stato persino scelto come precettore personale del giovane Alessandro Magno.
Tuttavia, il suo baricentro intellettuale rimane saldamente ad Atene. Qui fonda il Liceo, una scuola che si distingue nettamente dall'accademia platonica per un approccio spiccatamente enciclopedico, dedito alla catalogazione minuziosa, empirica e sistematica di ogni forma di conoscenza. È il riflesso di un nuovo spirito, in un'epoca in cui il cittadino greco inizia progressivamente a sentirsi meno un attore politico della propria città e più un tassello contemplativo di un cosmo vastissimo.
Scritti essoterici ed esoterici
La trasmissione del pensiero aristotelico è avvolta in una delle vicende filologiche più affascinanti e complesse dell'antichità. Noi oggi leggiamo e studiamo quasi esclusivamente gli scritti "esoterici", chiamati anche acroamatici. Questi testi non erano libri destinati alla pubblicazione, ma gli appunti, le dispense e i trattati destinati all'insegnamento interno al Liceo. Si tratta perciò di testi densi, rigorosi, estremamente tecnici e privi di abbellimenti letterari.
Al contrario, abbiamo perduto quasi interamente gli scritti "essoterici", opere composte spesso in forma di dialogo elegante e destinate al grande pubblico, molto apprezzate nell'antichità per la loro bellezza formale. La sistemazione dei testi esoterici che oggi possediamo, sapientemente raggruppati per materie tematiche, si deve al monumentale lavoro di ricompilazione compiuto da Andronico di Rodi nel primo secolo avanti Cristo. Egli salvò questo enorme patrimonio dall'oblio e gli diede la forma architettonica e sistematica con cui lo studiamo ancora oggi.
La classificazione delle scienze
La grandezza ineguagliabile di Aristotele risiede anche nell'aver fornito la prima, vera mappa universale del sapere umano. A differenza del suo maestro, egli non vede la conoscenza come un blocco indistinto tendente all'unica idea del bene, ma riconosce lucidamente che ambiti diversi della realtà richiedono metodi di indagine e gradi di certezza differenti. Per questo motivo, divide l'intero sapere in tre grandi ramificazioni fondamentali.
Scienze teoretiche
Ambiti: metafisica, fisica, matematica.
Sono le scienze più alte, che studiano ciò che è necessario, ovvero ciò che non può essere diverso da come è. Il loro unico e puro scopo è la conoscenza disinteressata della verità, la contemplazione slegata da qualsiasi utilità pratica.
Scienze pratiche
Ambiti: etica, politica.
Abbandonano il regno della necessità per addentrarsi in quello del "possibile", ovvero l'agire umano. Non cercano una verità astratta, ma orientano l'azione e il comportamento avendo come fine supremo la realizzazione della felicità, sia a livello individuale (etica) che collettivo (politica).
Scienze poietiche
Ambiti: arti, tecniche.
Riguardano la sfera della produzione. Il loro obiettivo non è la conoscenza fine a se stessa né l'azione morale, ma la creazione di opere, manufatti o oggetti estetici che possiedono un'esistenza autonoma ed esterna rispetto al soggetto che li ha prodotti.