Filosofia · Educazione civica · Triennio

Neutralità o complicità?

Il caso Sheeran–Macklemore e la domanda etica sul silenzio

60 minuti in classe 5 fasi + compito a casa settembre 2026 a coppie + dibattito

3' apertura e primo voto · 7' i fatti · 9' la frase · 18' le quattro posizioni · 11' i titoli · 12' voto finale e discussione

I · I fatti · 7 minuti

Che cosa è successo

Ricostruzione essenziale, limitata a quello che le fonti giornalistiche riportano e a quello che i protagonisti hanno dichiarato con il proprio nome.

  1. 4 settembre 2026 · MetLife Stadium, New Jersey

    Macklemore, gruppo di apertura del Loop Tour di Ed Sheeran, dice dal palco «Palestina libera» e si rivolge ai civili di Gaza e della Cisgiordania per dire che «non sono stati dimenticati». Sono posizioni che il rapper aveva già espresso pubblicamente in passato.

  2. I giorni seguenti

    Il discorso circola sui social e diventa oggetto di polemica: fra gli altri, la cantante Pink ricondivide un post che accusa Macklemore di propaganda anti-israeliana.

  3. 15 settembre

    Macklemore annuncia di essere stato rimosso dal tour dopo due serate. Secondo la sua ricostruzione, alcuni proprietari di stadi statunitensi avrebbero minacciato di cancellare i concerti se lui fosse rimasto nel cast.

  4. 15–16 settembre · Gillette Stadium

    Robert Kraft, proprietario dello stadio (e della squadra dei New England Patriots), conferma pubblicamente la decisione per le due date del 25 e 26 settembre.

  5. 16 settembre

    Ed Sheeran interviene: dice di avere opinioni personali sul conflitto, di non volerle portare sul palco e di non aver preso lui la decisione finale.

  6. 16–17 settembre

    Quattro artisti del cast lasciano il tour per solidarietà con Macklemore: Finneas, Aaron Rowe, Lukas Graham e i Beoga (la band che suona con Sheeran). Intervengono Roger Waters e la deputata statunitense Alexandria Ocasio-Cortez; parte una campagna di boicottaggio e in un giorno Sheeran perde circa 150.000 follower su Instagram.

Ritratto fotografico di Macklemore su un palco

Macklemore

Gruppo di apertura, rimosso

«Free Palestine»: lo slogan detto dal palco, che denuncia poi di essere costato il posto nel tour.

Ricostruzione riportata da il Post e ANSA, 15–16 settembre 2026

Ritratto fotografico di Ed Sheeran

Ed Sheeran

Il protagonista del tour

«La decisione finale che Macklemore lasciasse il tour è stata presa dal promoter, non da me.»

«C'è un motivo per cui non uso la mia piattaforma professionale per la politica.»

«Non sono complice. Ho le mie opinioni personali su questo conflitto devastante.»

Dichiarazioni del 16 settembre 2026, riportate da il Fatto Quotidiano e ABC News

Ritratto fotografico di Robert Kraft

Robert Kraft

Proprietario del Gillette Stadium

Lo stadio ha «l'impegno di lungo corso a offrire un ambiente accogliente per tutti» e a non «fornire una piattaforma a discorsi di odio»: per questo la partecipazione di Macklemore «avrebbe superato quella linea».

Comunicato del 16 settembre 2026, riportato da Boston 25 News

Tre versioni della stessa decisione

Prima di qualunque giudizio morale, un problema di fatto: chi ha deciso?

  • Sheeran dice che la decisione finale è stata del promoter, non sua, e di aver passato la settimana «cercando di costruire ponti».
  • Macklemore dice che è stato Sheeran a comunicargli il divieto, dopo una telefonata del proprietario dello stadio.
  • Kraft dice «abbiamo stabilito» che quella partecipazione superava la linea: rivendica la decisione per le sue date.

Le tre versioni non si contraddicono del tutto — possono descrivere tre anelli della stessa catena — ma nessuna delle tre si prende interamente la responsabilità. Tenete presente questo dettaglio: tornerà nella Fase III, con Gramsci.

Due parole da maneggiare con cura

In questa storia le due accuse più pesanti sono affidate a due parole che non sono descrizioni neutre: sono qualificazioni contestate, ciascuna usata da una delle parti. In aula le useremo solo fra virgolette, come parole di qualcun altro.

«genocidio»

Definire così ciò che avviene a Gaza è una caratterizzazione giuridicamente e politicamente controversa — se ne discute anche davanti alla Corte internazionale di giustizia. Non tutte le fonti la adottano.

«retorica antisemita»

È la qualificazione con cui il comunicato dello stadio descrive la storia pubblica di Macklemore. Anche questa è un'attribuzione contestata: il rapper rivendica una critica politica a un governo, non un'ostilità verso gli ebrei.

Domanda di metodo, valida per tutta l'ora: chi ha il potere di far attaccare a un comportamento l'etichetta che lo rende inaccettabile?

II · La frase al centro · 9 minuti

Ritratto fotografico di Elie Wiesel

Dobbiamo sempre schierarci. La neutralità aiuta l'oppressore, mai la vittima. Il silenzio incoraggia il carnefice, mai chi è tormentato.

«We must always take sides. Neutrality helps the oppressor, never the victim. Silence encourages the tormentor, never the tormented.»

Elie Wiesel · discorso per il Premio Nobel per la pace · Oslo, 10 dicembre 1986

Chi parla. Elie Wiesel (1928–2016), deportato a quindici anni ad Auschwitz e poi a Buchenwald, scrittore, testimone della Shoah, Premio Nobel per la pace nel 1986. La frase non è un aforisma astratto: nasce dall'esperienza di essere stato vittima dell'indifferenza del mondo mentre la Shoah accadeva.

Come continua. Nel seguito del discorso Wiesel aggiunge che a volte bisogna intervenire; che quando la vita umana è in pericolo i confini nazionali diventano irrilevanti; e che ovunque uomini e donne siano perseguitati per la loro razza, la loro religione o le loro opinioni politiche, quel luogo deve diventare, in quel momento, il centro del mondo.

Prima cosa da notare

Se i confini nazionali sono irrilevanti, allora il valore di una vita umana non dipende dalla distanza geografica né dall'appartenenza: è già una tesi filosofica forte, un'etica universalista. Non tutti la accettano.

Seconda cosa da notare

La frase non dice «parla sempre di politica». Dice che il silenzio produce effetti: sposta il peso dal lato di chi opprime. È un'affermazione sulle conseguenze, non sulle intenzioni.

È legittimo trasferire una frase nata dalla Shoah e dai totalitarismi del Novecento a qualsiasi conflitto contemporaneo? Che cosa si guadagna in forza morale — e che cosa si rischia di banalizzare?

III · Il nodo filosofico · 18 minuti

Quattro posizioni in tensione

Non «la filosofia contro Sheeran»: un piccolo dibattito interno alla filosofia stessa. Per ciascuno: prima la domanda, poi la tesi. Provate a rispondere voi, prima di scoprirla.

Ritratto fotografico di Jean-Paul Sartre

Jean-Paul Sartre

1905–1980 · l'engagement

Se decido di non decidere, ho evitato la scelta o ne ho fatta una?

Ritratto fotografico di Karl Popper

Karl Popper

1902–1994 · il paradosso della tolleranza

Una società che tollera tutto, tollera anche chi vuole abolire la tolleranza. Che cosa le succede?

Ritratto fotografico di John Stuart Mill

John Stuart Mill

1806–1873 · l'obiezione liberale

La libertà di parola comprende anche la libertà di tacere?

Ritratto fotografico di Antonio Gramsci

Antonio Gramsci

1891–1937 · egemonia e spazio pubblico

E se la domanda giusta non fosse «chi doveva parlare», ma «chi decide chi può parlare»?

Il fondo del problema

Le quattro posizioni non rispondono alla stessa domanda, e vale la pena dirlo alla classe. Sartre chiede che cosa è il silenzio; Wiesel e Popper che effetti produce; Mill quali diritti protegge; Gramsci chi lo ha organizzato. Quattro domande diverse spiegano perché il dibattito pubblico su questa vicenda sembra fatto di gente che parla senza incontrarsi.

IV · Media literacy · 11 minuti

Nove titoli, una sola vicenda

Tutti questi titoli sono veri e raccontano gli stessi giorni. Cambiano il soggetto della frase, il verbo, le parole scelte — e quindi cambia chi agisce, chi subisce e di che cosa stiamo parlando.

il Post 15 set

«Macklemore è stato escluso dal tour di Ed Sheeran per i suoi commenti pro Palestina»

Passivo · nessun agente nominato

ANSA 16 set

«Bufera su Ed Sheeran. Gli artisti lo abbandonano dopo l'uscita del rapper pro-pal Macklemore»

Sheeran soggetto · «bufera» · «pro-pal»

Rolling Stone 15 set

«Macklemore Removed From Ed Sheeran Tour After "Free Palestine" Statement»

La causa messa nel titolo: la frase detta

Boston 25 News 16 set

«Robert Kraft confirms Macklemore dropped from Ed Sheeran's Gillette Stadium concerts»

Solo la conferma · nessuna valutazione

The Boston Globe 16 set

«Robert Kraft barring Macklemore from performing at Gillette Stadium is a misuse of power. And it's already backfired.»

Articolo d'opinione · giudizio esplicito nel titolo

The Washington Times 17 set

«AOC: Kraft's campaign to oust Macklemore from Sheeran tour sets dangerous…»

Il giudizio è citato, non assunto: è di una deputata

il Fatto Quotidiano 16 set

«Ed Sheeran: "La decisione finale… è stata presa dal promoter, non da me. Il fatto che io scelga di non parlarne non significa che non mi stia a cuore"»

Il titolo è la voce del protagonista, senza mediazione

Sky TG24 17 set

«Caso Macklemore, Ed Sheeran perde 150mila fan Instagram in un giorno»

La notizia è una metrica · nessuna etica nel titolo

QN · Quotidiano Nazionale 17 set

«La solitudine di Ed Sheeran, da Roger Waters a Alexandria Ocasio-Cortez: le accuse al cantante sulla Palestina diventano boicottaggio»

Chiave narrativa ed empatica: «solitudine»

Consegna per i gruppi

Un titolo per coppia: i nove bastano per tutta la classe. Sei minuti di lavoro e poi mezzo minuto a testa in plenaria — si legge il titolo e si dice che cosa fa. Rispondete almeno alle prime due domande, senza aprire l'articolo; le altre due se avanza tempo.

  1. Qual è il soggetto grammaticale? Chi agisce e chi subisce l'azione?
  2. Quali parole sono descrizioni verificabili e quali sono valutazioni travestite da descrizione?
  3. Che cosa il titolo tace e che, letto un altro titolo, risulta invece decisivo?
  4. Se questo fosse l'unico titolo che leggete oggi, di quale storia credereste di aver letto?
TitoloFatto verificabileInterpretazione presentata come fattoScelta retorica

V · Discussione finale · 12 minuti

Le domande che restano

Le tre domande si votano due volte: il primo giro nei tre minuti di apertura, il secondo adesso. Il confronto fra i due giri è il vero risultato dell'ora.

1 · È mai possibile essere davvero neutrali?

Giro

2 · Il dovere di schierarsi pesa più su chi ha milioni di ascoltatori?

Giro

3 · In questa vicenda, chi ha esercitato un potere di censura?

Giro

Da discutere a voce, senza voto

  1. Wiesel parlava della Shoah e dei totalitarismi. Si può usare la stessa logica per ogni conflitto contemporaneo senza sminuirne la specificità storica?
  2. In questa vicenda, chi ha effettivamente pagato un prezzo, e chi no?
  3. Un discorso pubblico può essere insieme eticamente serio nella domanda che pone e parziale nel modo in cui la argomenta? Come si distinguono le due cose, senza scartare l'una per colpa dell'altra?

VI · A casa · entro la prossima lezione

Il taccuino del silenzio

Tre passi su un unico foglio, scritto a mano. Nessuno dei tre si può delegare a nessuno: servono nomi, ore, parole esatte e due giorni della vostra vita.

1

Due giorni di osservazione

Per quarantotto ore tieni un taccuino. Annota tre momenti reali in cui hai taciuto o hai parlato mentre era in gioco qualcosa: in classe, in chat, a tavola, negli spogliatoi. Per ciascuno scrivi quando, dove, chi c'era, che cosa hai pensato di dire e non hai detto, e che cosa è cambiato dopo.

2

Tre voci diverse

Fai la stessa domanda a tre persone: una della tua età, una adulta, una che ha più di sessant'anni. La domanda è: «Chi ha molti ascoltatori ha il dovere di dire quello che pensa sulle cose gravi?» Riporta le parole esatte, non il riassunto. Annota chi ha chiesto tempo per pensare, chi ha cambiato idea mentre parlava, chi ha voluto sapere prima di quale conflitto si trattava.

3

Una riga di verdetto

Una sola frase, in fondo al foglio: quale delle quattro posizioni viste in classe — Sartre, Popper, Mill, Gramsci — le tue tre interviste hanno smentito, e perché. Se nessuna è stata smentita, scrivi quale ne esce più forte e con quale prova.

Per approfondire

I testi dietro la lezione

Le fonti giornalistiche della vicenda sono linkate nella Fase IV: sono state consultate il 17 settembre 2026.

  • Elie Wiesel, discorso di accettazione del Premio Nobel per la pace, Oslo, 10 dicembre 1986 — testo integralefonte
  • Jean-Paul Sartre, L'esistenzialismo è un umanismo (1946) — la condanna alla libertà, l'impossibilità di non scegliere
  • Karl Popper, La società aperta e i suoi nemici (1945) — il paradosso della tolleranza è nella nota 4 al capitolo VII
  • John Stuart Mill, Saggio sulla libertà (1859) — la libertà di espressione e il danno per omissione
  • Antonio Gramsci, Quaderni del carcere — egemonia culturale, intellettuali e organizzazione del consenso