I. Il ballo in maschera
Atto I, scena VL'antefatto e il contesto
Romeo Montecchi si introduce al ballo dei Capuleti non per vedere Giulietta, che ancora non conosce, ma per struggersi d'amore per Rosalina, una figura invisibile che rappresenta l'amore cortese e stereotipato. La festa è un microcosmo di tensioni sociali: l'autorità del vecchio Capuleti, la violenza repressa di Tebaldo e la maschera come strumento di libertà.
Il primo incontro
Nel caos della festa, il tempo si ferma. Il primo dialogo tra i due amanti è un sonetto perfetto condiviso (14 versi). Romeo inizia con un quartetto, Giulietta risponde con un altro, e insieme formano il sestetto finale.
"Se con indegna mano profano questo santuario,
è un peccato gentile:
le mie labbra, come due pellegrini rossi di vergogna,
sono pronte a cancellare l'aspro tocco con un tenero bacio".
- Romeo a Giulietta
Analisi
Questo incontro segna il passaggio di Romeo dall'amore petrarchesco (solitario, verso Rosalina) all'amore reciproco. Shakespeare utilizza un linguaggio religioso ("santuario", "pellegrino", "santo") per elevare l'eros a un livello spirituale. Tuttavia, il contesto è minaccioso: Tebaldo riconosce Romeo dalla voce. Amore e odio nascono nello stesso istante, intrecciati indissolubilmente. È il rischio massimo: innamorarsi del "nemico" significa rinunciare alla propria identità sociale (il cognome).