ROMEO e GIULIETTA

Analisi critica e scenica delle scene selezionate

La tragedia della fretta e del Fato

Un'analisi dettagliata dei tre momenti cardine che definiscono l'arco narrativo: l'incontro fatale, la promessa notturna e la tragica riconciliazione.

I. Il ballo in maschera

Atto I, scena V

L'antefatto e il contesto

Romeo Montecchi si introduce al ballo dei Capuleti non per vedere Giulietta, che ancora non conosce, ma per struggersi d'amore per Rosalina, una figura invisibile che rappresenta l'amore cortese e stereotipato. La festa è un microcosmo di tensioni sociali: l'autorità del vecchio Capuleti, la violenza repressa di Tebaldo e la maschera come strumento di libertà.

Il primo incontro

Nel caos della festa, il tempo si ferma. Il primo dialogo tra i due amanti è un sonetto perfetto condiviso (14 versi). Romeo inizia con un quartetto, Giulietta risponde con un altro, e insieme formano il sestetto finale.

"Se con indegna mano profano questo santuario,
è un peccato gentile:
le mie labbra, come due pellegrini rossi di vergogna,
sono pronte a cancellare l'aspro tocco con un tenero bacio".

- Romeo a Giulietta

Analisi

Questo incontro segna il passaggio di Romeo dall'amore petrarchesco (solitario, verso Rosalina) all'amore reciproco. Shakespeare utilizza un linguaggio religioso ("santuario", "pellegrino", "santo") per elevare l'eros a un livello spirituale. Tuttavia, il contesto è minaccioso: Tebaldo riconosce Romeo dalla voce. Amore e odio nascono nello stesso istante, intrecciati indissolubilmente. È il rischio massimo: innamorarsi del "nemico" significa rinunciare alla propria identità sociale (il cognome).

II. Il balcone e le alleanze

Atto II, scena II - VI

La famosa scena del balcone è una lotta contro il nominalismo. Giulietta, isolata nell'alto della sua stanza (simbolo di purezza ma anche di prigionia), sfida la realtà sociale: "Che cos'è un nome? Ciò che chiamiamo rosa, con qualsiasi altro nome avrebbe lo stesso profumo".

Qui viene stipulato il "contratto" matrimoniale, che necessita immediatamente di mediatori nel mondo adulto.

Il pragmatismo della nutrice

Giulietta invia la Nutrice come messaggera. La donna rappresenta l'amore fisico, materno ma privo di elevazione spirituale. Aiuta i giovani non per idealismo, ma per complicità affettuosa e pragmatismo. In seguito, tradirà Giulietta consigliandole di sposare Paride per convenienza ("Romeo è uno straccio in confronto").

Analisi

La scena inverte i canoni: Giulietta è il sole (luce), ma il loro amore può vivere solo nella notte (buio). La luce del giorno porta la realtà sociale, le spade, l'esilio.

Il ricorso agli adulti (nutrice e frate) è il tentativo dei giovani di legittimare il loro desiderio nel mondo reale. Il fallimento di questi adulti (uno per opportunismo, l'altro per calcolo politico e codardia finale) segna la condanna delle nuove generazioni da parte di un mondo vecchio e corrotto.