Il gulag
Struttura, economia e funzionamento del sistema concentrazionario
Il termine GULAG è l'acronimo di Glavnoye Upravleniye Lagerey (Direzione Principale dei Campi). Non era solo un sistema carcerario, ma un impero economico schiavistico gestito dall'NKVD (polizia segreta), fondamentale per i piani quinquennali.
A. Geografia dell'arcipelago
Come descritto da Solženicyn, il Gulag era un "arcipelago" di isole (campi) circondate dal mare della società civile.
- Le isole: i campi principali erano situati in aree inospitali dove il lavoro libero non sarebbe mai andato.
- Kolyma (estremo Oriente): estrazione dell'oro e uranio. Tassi di mortalità altissimi per il freddo (-50°C).
- Vorkuta (Circolo Polare Artico): miniere di carbone.
- Solovki (Mar Bianco): il "laboratorio" originale dove furono sperimentati i metodi di coercizione negli anni '20.
- La funzione economica: i detenuti (Zek) non servivano solo a essere puniti, ma a costruire canali (Belomorkanal), ferrovie e città, a costo zero per lo Stato.
B. La gerarchia dei detenuti
All'interno del campo vigeva una rigida stratificazione sociale, incoraggiata dalle autorità per mantenere il controllo:
- Gli Urkas (criminali comuni): ladri, assassini, stupratori. Erano considerati "socialmente vicini" al proletariato, solo "smarriti". L'amministrazione dava loro il potere di terrorizzare i politici. Non lavoravano quasi mai.
- I "58" (politici): condannati in base all'articolo 58 del codice penale (attività controrivoluzionaria). Erano intellettuali, "kulaki", ex membri del partito. Erano in fondo alla scala gerarchica, vittime sia delle guardie che degli urkas.
- I Pridurki (fiduciari): detenuti che ottenevano lavori d'ufficio, in cucina o nell'infermeria. Sopravvivevano meglio rubando razioni agli altri.
C. Il meccanismo della "norma" e della fame
Il controllo non avveniva tramite le fruste, ma tramite il cibo.
- La caldaia (Kotlovka): il sistema di razionamento era legato alla produttività.
- Chi raggiungeva il 100% della "norma" (quota di lavoro giornaliera, spesso irrealistica) riceveva la razione completa (comunque scarsa).
- Chi non la raggiungeva riceveva una razione ridotta.
- La spirale della morte: meno mangi, meno forza hai per lavorare. Meno lavori, meno mangi. Questo portava rapidamente alla condizione di Dokhodyaga ("colui che sta arrivando alla fine"), scheletri viventi destinati a morire di stenti o malattie.
D. La Tufta
Per sopravvivere a norme impossibili, l'intero sistema si reggeva sulla menzogna sistemica, la Tufta.
- I prigionieri simulavano il lavoro (es. accatastare la legna in modo che sembrasse più voluminosa).
- I capisquadra falsificavano i rapporti per ottenere cibo per la squadra.
- I direttori del campo falsificavano i rapporti a Mosca per non essere epurati.
Tutti mentivano, e Mosca riceveva statistiche di produzione gonfiate costruite su cadaveri reali.
Conclusione
Mentre la guerra civile fu lo scontro brutale per la conquista del potere, in cui il bolscevismo si militarizzò, il Gulag fu l'istituzionalizzazione di quella violenza a fini economici e politici. Il campo di concentramento divenne, sotto Stalin, un organo strutturale dello Stato sovietico, necessario tanto per eliminare il dissenso quanto per estrarre le risorse naturali su cui si basava l'industrializzazione.