Modulo di approfondimento 02

Il gulag

Struttura, economia e funzionamento del sistema concentrazionario

Il termine GULAG è l'acronimo di Glavnoye Upravleniye Lagerey (Direzione Principale dei Campi). Non era solo un sistema carcerario, ma un impero economico schiavistico gestito dall'NKVD (polizia segreta), fondamentale per i piani quinquennali.

A. Geografia dell'arcipelago

Come descritto da Solženicyn, il Gulag era un "arcipelago" di isole (campi) circondate dal mare della società civile.

Mappa dei Gulag
Fig 1. Mappa del sistema dei GULAG (1930-1960). Ogni punto rappresenta un campo principale.

B. La gerarchia dei detenuti

All'interno del campo vigeva una rigida stratificazione sociale, incoraggiata dalle autorità per mantenere il controllo:

  1. Gli Urkas (criminali comuni): ladri, assassini, stupratori. Erano considerati "socialmente vicini" al proletariato, solo "smarriti". L'amministrazione dava loro il potere di terrorizzare i politici. Non lavoravano quasi mai.
  2. I "58" (politici): condannati in base all'articolo 58 del codice penale (attività controrivoluzionaria). Erano intellettuali, "kulaki", ex membri del partito. Erano in fondo alla scala gerarchica, vittime sia delle guardie che degli urkas.
  3. I Pridurki (fiduciari): detenuti che ottenevano lavori d'ufficio, in cucina o nell'infermeria. Sopravvivevano meglio rubando razioni agli altri.

C. Il meccanismo della "norma" e della fame

Il controllo non avveniva tramite le fruste, ma tramite il cibo.

Lavoratori al Canale Mar Bianco
Fig 2. Prigionieri al lavoro forzato durante la costruzione del Canale Mar Bianco-Mar Baltico (Belomorkanal).

D. La Tufta

Per sopravvivere a norme impossibili, l'intero sistema si reggeva sulla menzogna sistemica, la Tufta.

Tutti mentivano, e Mosca riceveva statistiche di produzione gonfiate costruite su cadaveri reali.

Conclusione

Mentre la guerra civile fu lo scontro brutale per la conquista del potere, in cui il bolscevismo si militarizzò, il Gulag fu l'istituzionalizzazione di quella violenza a fini economici e politici. Il campo di concentramento divenne, sotto Stalin, un organo strutturale dello Stato sovietico, necessario tanto per eliminare il dissenso quanto per estrarre le risorse naturali su cui si basava l'industrializzazione.