Analisi storiografica delle trasformazioni intellettuali, sociali ed economiche
Il concetto storiografico
Spesso oscurato dal più celebre rinascimento italiano del XV secolo, il XII secolo rappresenta un momento di svolta cruciale per la civiltà europea. Come teorizzato dallo storico Charles Homer Haskins, questo periodo vide una rottura definitiva con l'immobilismo dell'Alto Medioevo.
Fu caratterizzato da una forte ripresa demografica, ma anche e soprattutto da un profondo rinnovamento culturale basato sul recupero dei classici latini, sulla nuova logica aristotelica e sul diritto romano. È il secolo in cui l'Europa passa da una società puramente agraria e monastica a una società urbana e scolastica.
1. Le fondamenta materiali: demografia e agricoltura
Non vi può essere rinascita intellettuale senza surplus economico. L'Europa del XII secolo beneficia dell'optimum climatico medievale e di innovazioni tecniche decisive:
L'uso diffuso dell'aratro pesante a versoio.
L'adozione della rotazione triennale delle colture.
L'impiego dell'energia idraulica (mulini).
Questo surplus permise la rinascita delle città, lo sviluppo dei commerci (si pensi alle fiere della Champagne) e l'emergere di una nuova classe sociale: la borghesia, che necessitava di una cultura pragmatica, giuridica e aritmetica, diversa da quella teologica dei monasteri.
2. Il fermento intellettuale e le traduzioni
Il cuore della rinascita risiede nel desiderio di reformatio. Il contatto con il mondo arabo (in Spagna e Sicilia) e bizantino permise l'afflusso di testi perduti.
A Toledo e Palermo, studiosi come Gerardo da Cremona tradussero l'Almagesto di Tolomeo, la geometria di Euclide e, soprattutto, il corpus completo delle opere di Aristotele. Questa iniezione di logica e razionalità modificò per sempre la teologia cristiana, portando alla nascita della Scolastica. Come diceva Bernardo di Chartres, i moderni erano "nani sulle spalle di giganti": vedevano più lontano grazie all'altezza degli antichi.
3. La riscoperta del diritto
La complessità della nuova società urbana richiedeva regole certe. A Bologna, Irnerio e i suoi successori riscoprirono il Corpus Iuris Civilis di Giustiniano. Il diritto romano divenne la base per la costruzione degli stati monarchici (come quello di Federico Barbarossa o Enrico II d'Inghilterra) e per la regolamentazione dei rapporti commerciali.
4. La nascita delle università
L'istituzionalizzazione di questo fermento culturale portò alla trasformazione delle scuole cattedrali in studia generalia. Per la prima volta nella storia, maestri e studenti si associarono in corporazioni (universitas) per proteggere i propri diritti e garantire l'autonomia dell'insegnamento (licentia ubique docendi).
Questo fenomeno è talmente vasto e strutturale che merita una trattazione separata e approfondita.