Economia, politica e società nel Mezzogiorno giolittiano
Mentre il Nord Italia viveva il suo decollo industriale, il Sud sprofondava in una crisi strutturale. L'età giolittiana, pur portando stabilità, cristallizzò il divario economico tra le due parti del paese. Questo fenomeno, noto come dualismo economico, fu aggravato dalle scelte protezionistiche dello Stato.
Il sistema economico si reggeva su un compromesso dannoso per il Sud:
Questo "blocco agrario-industriale" manteneva alti i prezzi, avvantaggiando gli industriali del Nord e i baroni del Sud, ma soffocava le colture specializzate meridionali (vino, olio, agrumi) che non potevano essere esportate a causa delle ritorsioni commerciali degli altri paesi.
Se al Nord Giolitti cercava il consenso delle masse operaie, al Sud il controllo politico avveniva attraverso i prefetti e i notabili locali.
"Giolitti è il ministro della malavita".
— Gaetano Salvemini, 1910
Salvemini accusava Giolitti di usare la corruzione e la violenza (tramite i "mazzieri") per impedire agli oppositori di votare e per garantire l'elezione di candidati governativi. Il Sud era trattato come un serbatoio di voti passivo: in cambio del voto, il governo centrale garantiva ai notabili locali favori, posti di lavoro nella pubblica amministrazione e impunità.
L'assenza di riforme agrarie e la miseria diffusa portarono a un esodo biblico. Tra il 1900 e il 1914, milioni di italiani, prevalentemente meridionali, lasciarono il paese diretti verso le Americhe (Stati Uniti, Argentina, Brasile).
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Consulta il registro di Ellis Island ➜Questo fenomeno ebbe conseguenze ambivalenti:
Consapevole del problema, Giolitti tentò di intervenire non con riforme strutturali (come la riforma agraria), ma attraverso le cosiddette leggi speciali per il Mezzogiorno (Legge per la Basilicata, Legge per Napoli, ecc.).
Queste leggi prevedevano sgravi fiscali e finanziamenti statali per creare poli industriali e infrastrutture. Due esempi emblematici furono:
Nonostante questi sforzi, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, il divario tra Nord e Sud non si era ridotto, ma anzi, per certi aspetti, si era ampliato.