1. L'autobiografia intellettuale di Socrate
Nel cuore del Fedone, poco prima di bere la cicuta, Socrate offre ai suoi discepoli un racconto straordinario: la storia della sua giovinezza filosofica. È un momento di onestà intellettuale assoluta (intellectual honesty). Socrate confessa di essere stato inizialmente affascinato dalla "indagine sulla natura" (inquiry into nature), ovvero la fisica dei presocratici, cercando di capire le cause della generazione e della corruzione attraverso elementi materiali come il caldo, il freddo, il sangue o il cervello.
Tuttavia, questa ricerca lo lasciò insoddisfatto e confuso. Le spiegazioni meccanicistiche (mechanistic explanations) non riuscivano a dare un senso alla realtà, ma descrivevano solo come le cose accadono, non il perché.
2. La delusione di Anassagora
Il punto di rottura avviene con la lettura di Anassagora. Il filosofo prometteva che il Nous (Mind / Intellect) fosse la causa ordinatrice di tutto. Socrate sperava di trovare una spiegazione finalistica, una causa teleologica (teleological cause) basata sul "meglio" per ogni cosa. Rimase però deluso: Anassagora, pur invocando l'Intelletto, continuava a spiegare i fenomeni ricorrendo ad aria, etere e acqua.
Socrate realizza che la scienza naturale confonde la vera causa (true cause) con ciò che è solo una con-causa, ovvero il mezzo materiale necessario affinché la causa agisca.
3. La metafora nautica
Qui entra in scena l'immagine della seconda navigazione (the second sailing). Nel linguaggio marinaresco greco, la "prima navigazione" è quella che si fa con il vento in poppa: facile, veloce, spinta dalle forze della natura, ovvero dai sensi (senses).
La "seconda navigazione" subentra quando il vento cala, quando i sensi non spiegano più nulla. È la navigazione a remi.
- È faticosa: richiede uno sforzo personale immane (personal effort).
- È rischiosa: abbandona le certezze sensibili per avventurarsi nel mare aperto del pensiero puro.
- È necessaria: senza di essa, la nave della conoscenza resta ferma.
4. La fuga nei Logoi
La Seconda Navigazione consiste in una "fuga", o meglio, un rifugio nei discorsi (refuge in logoi). Socrate teme che, guardando le cose direttamente con gli occhi fisici, la sua anima possa diventare "cieca", come chi fissa il sole durante un'eclissi.
Decide quindi di guardare la verità non direttamente negli oggetti sensibili, ma riflessa nei concetti. Questo è l'atto di nascita della Metafisica (anche se il termine è successivo). Platone postula l'esistenza di una realtà sovrasensibile (suprasensible realm), invisibile e intellegibile: le Idee (Forms / Ideas). Le cose belle sono tali non per il colore o la forma fisica, ma perché partecipano all'Idea del Bello.
5. L'esempio del carcere
Spiegazione fisica (prima navigazione):
"Socrate è seduto qui in carcere perché le sue ossa sono snodate nelle giunture e i nervi si sono contratti piegando le membra".
(physical condition)
Spiegazione metafisica (seconda navigazione):
"Socrate è qui perché ha giudicato che fosse giusto e meglio obbedire alle leggi di Atene e accettare la pena".
(moral cause / the Good)
Le ossa e i nervi sono solo la condizione materiale, ma la causa reale è una scelta morale, fondata su un valore invisibile.
Dalla teoria alla prassi
Hai compreso il concetto di anamnesi? Ora mettilo alla prova.
Entra nel dialogo del Menone e interagisci direttamente con Socrate per risolvere il problema della duplicazione del quadrato.