Perché i Normanni costruivano castelli?
Quando i Normanni, guidati da Guglielmo il Conquistatore, invasero l'Inghilterra nel 1066, si trovarono in un paese ostile. Erano pochi (forse 10.000 soldati) e dovevano controllare una popolazione di circa 2 milioni di sassoni.
La soluzione fu il castello di tipo "motte and bailey" (in italiano: motta castrale). Non erano le fortezze di pietra che immaginiamo oggi, ma strutture rapide da costruire (in poche settimane) usando solo terra e legno, materiali disponibili ovunque. Funzionavano come basi operative per la cavalleria e come simbolo visivo del nuovo potere feudale.
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Dalla terra alla pietra
Il sistema "motte and bailey" fu un successo clamoroso per la fase di conquista iniziale. Tuttavia, aveva un grande difetto: il legno brucia facilmente e marcisce.
Una volta stabilizzato il controllo sul territorio e accumulate ricchezze sufficienti (grazie anche al censimento del Domesday Book), i baroni normanni iniziarono a sostituire le strutture di legno con la pietra. Il mastio di legno sulla cima della motta veniva spesso sostituito da uno shell keep (un torrione circolare di pietra che avvolgeva la cima della collina), segnando la transizione verso i castelli medievali più classici.