La nascita della repubblica italiana

Dal dopoguerra all'assemblea costituente: un percorso storico e di educazione civica.

1. La fine del conflitto e la crisi istituzionale

Il processo che porta alla nascita della repubblica inizia tra le macerie della seconda guerra mondiale. Dopo vent'anni di dittatura fascista e la catastrofica alleanza voluta da Benito Mussolini, l'Italia esce dal conflitto profondamente lacerata. La liberazione, compiuta il 25 aprile 1945 grazie allo sforzo congiunto degli alleati e della resistenza partigiana, segna la fine delle ostilità ma apre una complessa fase di transizione politica.

Sul banco degli imputati c'è la monarchia. La dinastia dei Savoia, e in particolare il re Vittorio Emanuele III, porta la grave responsabilità di aver assecondato l'ascesa del fascismo, di aver firmato le leggi razziali nel 1938 e di aver abbandonato Roma dopo l'armistizio del 1943, lasciando il paese e l'esercito nel caos. Nel maggio 1946, in un estremo tentativo di salvare la corona, Vittorio Emanuele III abdica in favore del figlio Umberto II, che diventerà noto come il "re di maggio" per la brevità del suo regno.

Immagine della liberazione o del referendum
Folla nelle piazze italiane per manifestare contro la monarchia.

2. Il 2 giugno 1946 e il suffragio universale

Per decidere il futuro assetto dello stato, il governo affida la scelta direttamente ai cittadini attraverso un referendum istituzionale fissato per il 2 giugno 1946. La scheda elettorale è semplice: due simboli, la corona sabauda per la monarchia e il profilo di una donna turrita per la repubblica.

Focus di educazione civica: il voto alle donne

Il 2 giugno 1946 è una data cardine non solo per la scelta repubblicana, ma perché segna il primo voto politico a suffragio universale vero nella storia d'Italia. Per la prima volta, le donne italiane ottengono il diritto di votare (elettorato attivo) e di essere elette (elettorato passivo) a livello nazionale. L'affluenza alle urne è eccezionale, vicina all'ottantanove per cento degli aventi diritto, a dimostrazione di una straordinaria sete di partecipazione democratica.

I risultati del referendum premiano la repubblica, che ottiene oltre dodici milioni di voti (circa il cinquantaquattro per cento) contro i quasi undici milioni della monarchia. Il voto evidenzia tuttavia una frattura geografica nel paese: il nord vota a stragrande maggioranza per la repubblica, mentre il sud si esprime in prevalenza per la monarchia. Umberto II accetta il risultato e lascia l'Italia, partendo per l'esilio in Portogallo.

Donne al voto
Il volto "simbolo" di Anna Iberti, allora 24enne impiegata dell'Avanti!, che attraversa un buco nella copertina del Corriere della Sera del 6 giugno 1946, nella fotografia scattata sul tetto del "Palazzo dei giornali", in Piazza Cavour, a Milano, dove aveva sede il quotidiano socialista, con la notizia dei risultati della nascita della Repubblica Italiana.

Schema interattivo: i passi verso la repubblica

Clicca sugli anni per esplorare la cronologia degli eventi istituzionali.

3. L'assemblea costituente e la nuova legge fondamentale

Contemporaneamente al referendum istituzionale, gli italiani sono chiamati a eleggere i deputati dell'assemblea costituente, l'organo incaricato di redigere la nuova costituzione. Le elezioni vedono l'affermazione dei tre grandi partiti di massa: la democrazia cristiana, il partito socialista e il partito comunista.

Il lavoro della costituente è un capolavoro di mediazione politica. Nonostante le profonde differenze ideologiche (ispirazione cattolica, marxista e liberal-democratica), i cinquecentocinquantasei deputati, tra cui ventuno donne note come le "madri costituenti", trovano una sintesi alta e unitaria. Il testo finale viene approvato a larghissima maggioranza e la costituzione entra in vigore il primo gennaio 1948.

Firma della Costituzione
Didascalia: il capo provvisorio dello stato Enrico De Nicola firma la costituzione italiana.

4. Lo schema dei principi fondamentali

Per l'educazione civica, è essenziale comprendere che la costituzione definisce la carta d'identità della nostra repubblica attraverso i suoi primi dodici articoli. Esploriamo i primi tre, pilastri della nostra democrazia.