Karl Marx
Il filosofo della prassi rivoluzionaria (1818 - 1883)
1. Introduzione: filosofia e prassi
Karl Marx non è stato solo un filosofo, ma un sociologo, un economista e un rivoluzionario. Il punto di partenza del suo pensiero è una rottura radicale con la tradizione filosofica precedente: la filosofia non deve limitarsi a interpretare il mondo, ma deve impegnarsi a trasformarlo.
"I filosofi hanno finora soltanto interpretato il mondo in diversi modi; si tratta ora di trasformarlo".
— K. Marx, Tesi su Feuerbach (1845)
2. Il rovesciamento di Hegel
Marx si forma alla scuola della Sinistra hegeliana. Sebbene apprezzi la dialettica di Hegel (l'idea che la storia proceda per conflitti e opposizioni), critica duramente il suo idealismo.
Per Hegel, la realtà materiale è una manifestazione dello Spirito (l'Idea). Per Marx, è l'esatto opposto. Questo è il famoso "rovesciamento" della dialettica:
- Hegel: il pensiero determina la realtà (Idealismo).
- Marx: la realtà materiale determina il pensiero (Materialismo).
Marx accusa Hegel di "misticismo logico". Hegel trasforma le realtà empiriche (come lo Stato prussiano) in manifestazioni necessarie dello Spirito. In questo modo, le istituzioni esistenti vengono giustificate come razionali e immutabili (giustificazionismo politico). Marx vuole invece svelare che queste istituzioni sono prodotti storici, e quindi modificabili.
3. Il Materialismo storico
Il cuore della filosofia marxiana è la concezione materialistica della storia. La storia non è la storia delle idee, delle religioni o delle battaglie, ma è la storia dei modi in cui gli uomini producono la loro esistenza materiale.
Struttura e sovrastruttura
Per capire una società, dobbiamo analizzarne l'anatomia economica:
- Struttura (Bau): la base economica. Include le forze produttive (uomini, mezzi, conoscenze) e i rapporti di produzione (chi possiede i mezzi, come viene distribuito il prodotto).
- Sovrastruttura (Überbau): tutto ciò che deriva dalla base economica: leggi, stato, religione, filosofia, arte, morale.
È la struttura che determina la sovrastruttura, non viceversa.
4. L'alienazione dell'operaio
Nei Manoscritti economico-filosofici del 1844, Marx analizza la condizione dell'operaio nel sistema capitalista. L'alienazione non è un disagio psicologico, ma una condizione patologica reale di scissione e dipendenza.
L'operaio è alienato sotto quattro aspetti fondamentali:
- Rispetto al prodotto: produce oggetti che non gli appartengono e che si ergono contro di lui come una potenza estranea (il capitale).
- Rispetto all'attività: il suo lavoro è forzato, ripetitivo e non creativo. L'uomo si sente bestia quando lavora (funzioni sociali) e uomo quando mangia o procrea (funzioni animali).
- Rispetto all'essenza (Wesen): l'uomo è un essere creativo per natura. Il capitalismo lo riduce a un ingranaggio, negando la sua creatività libera.
- Rispetto al prossimo: il rapporto con l'altro (il capitalista) è conflittuale. L'uomo diventa un mezzo per lo sfruttamento altrui.
5. Il Capitale: analisi economica
Nell'opera magna Il Capitale, Marx analizza scientificamente le leggi dell'economia borghese. Il concetto chiave è quello di merce, che ha un valore d'uso (utilità) e un valore di scambio (quantità di lavoro socialmente necessario per produrla).
Il plusvalore e lo sfruttamento
La caratteristica del capitalismo è che il denaro genera più denaro. Ma come è possibile?
Dove D è il denaro investito, M è la merce (forza-lavoro e mezzi), e D' è il denaro guadagnato, che deve essere maggiore di D.
L'incremento (D' - D) è il plusvalore. Esso deriva dal fatto che il capitalista compra una merce speciale: la forza-lavoro dell'operaio. L'operaio produce più valore di quanto venga pagato col salario.
Marx distingue tra:
- Capitale variabile (v): salari (investimento in forza-lavoro).
- Capitale costante (c): macchinari e materie prime.
Il saggio del plusvalore misura lo sfruttamento: plusvalore / v.
Il saggio del profitto è ciò che rimane al capitalista: plusvalore / (c + v).
A causa della concorrenza e dell'innovazione tecnologica, i capitalisti aumentano c (macchine) a discapito di v. Questo porta, nel lungo periodo, alla caduta tendenziale del saggio di profitto, il "tallone d'Achille" del sistema.
6. Rivoluzione e comunismo
Le contraddizioni interne del capitalismo (crisi cicliche, caduta del profitto, proletarizzazione della società) porteranno inevitabilmente alla rivoluzione.
Il passaggio al comunismo non è immediato, ma attraversa due fasi:
- Dittatura del proletariato: una fase transitoria in cui il proletariato prende il potere politico per smantellare la società borghese e socializzare i mezzi di produzione. Lo Stato esiste ancora, ma serve la maggioranza (gli oppressi) contro la minoranza (gli oppressori).
- Comunismo realizzato: "Ognuno secondo le sue capacità; a ognuno secondo i suoi bisogni". È l'estinzione dello Stato. Una società senza classi, senza proprietà privata e senza sfruttamento.