I pilastri del pensiero illuminista
L'Illuminismo è stato un formidabile movimento politico, sociale, culturale e filosofico sviluppatosi in Europa (con epicentro in Francia) nel XVIII secolo. Il suo scopo principale era "illuminare" le menti degli uomini, oscurate dall'ignoranza e dalla superstizione, attraverso la luce della Ragione.
Ragione e razionalismo
La ragione è l'unico strumento per comprendere il mondo, rifiutando i dogmi imposti dalla religione e dalla tradizione.
Fede nel progresso
La storia umana è vista come un percorso lineare verso il miglioramento costante delle condizioni di vita e di conoscenza.
Tolleranza e laicità
Rispetto per le diverse opinioni religiose e politiche, e separazione netta tra la sfera civile e quella religiosa.
I protagonisti: i "philosophes"
Gli intellettuali illuministi non erano filosofi accademici chiusi nelle università, ma pensatori impegnati attivamente nella società. Esplora il pensiero dei principali esponenti francesi.
Charles-Louis de Secondat, barone di Montesquieu
Opera chiave: Lo spirito delle leggi (1748)
Il contributo fondamentale di Montesquieu alla teoria politica moderna è il principio della separazione dei poteri. Osservando il modello costituzionale inglese, egli teorizzò che per garantire la libertà politica dei cittadini e prevenire la tirannia, i tre poteri fondamentali dello Stato non devono essere concentrati in una sola persona o istituzione.
- Potere Legislativo: Fare le leggi (Parlamento).
- Potere Esecutivo: Applicare le leggi e governare (governo/re).
- Potere Giudiziario: Giudicare chi infrange le leggi (magistratura indipendente).
Il pensiero economico: la fisiocrazia
L'Illuminismo vide la nascita dell'economia politica moderna. In Francia si sviluppò la dottrina della fisiocrazia (dal greco physis = natura e kratein = dominare), fondata da François Quesnay.
A differenza del mercantilismo (che misurava la ricchezza nell'accumulo di oro e metalli preziosi), Quesnay sosteneva che l'unica vera fonte di nuova ricchezza fosse la terra (l'agricoltura). L'industria e il commercio si limitano a trasformare e spostare beni già creati dalla natura.
Il laissez-faire
Per permettere all'agricoltura di prosperare, i fisiocratici chiedevano l'eliminazione dei dazi, dei pedaggi e di ogni intervento statale nell'economia. Il loro motto era "Laissez faire, laissez passer" (lasciate fare, lasciate passare), gettando le basi del liberismo economico.
La visione della società secondo Quesnay
(le tre classi sociali)
Le classi sociali della teoria fisiocratica.
L'Illuminismo in Italia
In Italia, l'Illuminismo si concentrò meno sulle grandi dispute filosofiche religiose e più sulla risoluzione di problemi pratici: riforme economiche, giuridiche e amministrative. I centri principali furono Milano (sotto dominio asburgico) e Napoli (sotto i Borbone).
Il centro lombardo: Milano
Sostenuto dal riformismo dell'Impero asburgico.
L'Accademia dei Pugni e "Il Caffè"
Animata dai fratelli Pietro e Alessandro Verri, questa accademia fondò la rivista Il Caffè. Immaginando le discussioni in una bottega di caffè, la rivista diffondeva le nuove idee in modo chiaro e accessibile, lottando contro i privilegi e la cultura pedante tradizionale.
Cesare Beccaria
Dei delitti e delle pene (1764)
L'opera italiana più celebre in Europa. Beccaria applicò la ragione al diritto penale. Sostenne l'inutilità e l'ingiustizia della tortura (usata per estorcere confessioni, non per trovare la verità) e fu il primo a chiedere l'abolizione della pena di morte, sostenendo che lo Stato non ha il diritto di uccidere i propri cittadini e che la certezza della pena è più deterrente della sua crudeltà.
Il centro partenopeo: Napoli
Focus su economia, diritto e i problemi del latifondo del Sud.
Antonio Genovesi
A Napoli fu istituita la prima cattedra universitaria in Europa di Economia politica (allora chiamata "Meccanica e commercio"), affidata proprio a Genovesi. Egli analizzò le cause dell'arretratezza economica del Regno di Napoli, individuandole nel sistema feudale ancora dominante e nella mancanza di istruzione tecnica e agraria.
Gaetano Filangieri
La Scienza della Legislazione
Un'opera monumentale che proponeva una riforma globale della società basata sull'uguaglianza davanti alla legge, l'equità fiscale, la redistribuzione della terra e l'educazione pubblica. Ebbe una forte influenza anche sui padri fondatori americani (Benjamin Franklin era in corrispondenza con lui).
Il dispotismo illuminato
Nella seconda metà del '700, alcuni sovrani assoluti europei decisero di applicare le idee razionali degli illuministi per modernizzare e rafforzare i propri Stati. L'obiettivo non era dare il potere al popolo (il re restava monarca assoluto), ma governare per il bene del popolo, rendendo la macchina statale più efficiente e limitando i privilegi di nobiltà e clero. Il motto informale era: "Tutto per il popolo, nulla per mezzo del popolo".
Clicca sui sovrani per scoprire le loro riforme.
Maria Teresa: introdusse il catasto (un registro di tutte le proprietà immobiliari) per far pagare le tasse anche ai nobili in base ai loro possedimenti. Rese obbligatoria l'istruzione elementare.
Giuseppe II (il re sacrestano): il suo riformismo fu radicale (giuseppinismo). Ebbe una politica di "giurisdizionalismo" forte: sottomise la Chiesa allo Stato, chiuse i conventi non dediti all'assistenza o istruzione. Emanò la patente di tolleranza (1781) garantendo libertà di culto a protestanti, ebrei e ortodossi. Abolì la servitù della gleba e scrisse un codice penale che limitava fortemente la pena di morte e aboliva la tortura.
Amico personale di Voltaire, si definiva il "primo servitore dello Stato".
- Introdusse per primo in Europa l'istruzione elementare obbligatoria.
- Promosse la tolleranza religiosa.
- Semplificò il sistema giudiziario promulgando un codice civile (sebbene ultimato dopo la sua morte).
- Sostenne lo sviluppo agricolo e manifatturiero, pur mantenendo forte l'alleanza con l'aristocrazia terriera militare (gli Junker).
In corrispondenza con Diderot e Voltaire. Convocò una commissione per redigere un nuovo codice di leggi basato sui principi di Montesquieu e Beccaria.
Tuttavia, le sue riforme furono le più deboli. A causa della ribellione dei contadini (rivolta di Pugačëv) e per non perdere l'appoggio fondamentale dell'aristocrazia russa, fu costretta a fare marcia indietro, peggiorando di fatto le condizioni dei contadini e confermando i privilegi nobiliari (Carta della Nobiltà, 1785).