Le Crociate
Le Crociate non furono semplicemente una serie di conflitti religiosi, ma un laboratorio dell'identità europea, un momento in cui l'Occidente, attraverso la violenza e l'incontro, definì se stesso rispetto a "l'Altro". È un argomento che richiede di assumere una posizione critica, poiché la storiografia ha spesso oscillato tra la romanticizzazione cavalleresca e la condanna post-coloniale.
Proviamo a comprendere le forze che mossero i continenti tra l'XI e il XIII secolo.
1. Il contesto: un mondo in tensione
Per capire le Crociate, dobbiamo dimenticare le mappe moderne. L'Europa dell'XI secolo sta vivendo una fase di pressione demografica ed economica.
- L'Occidente in espansione: dopo secoli di invasioni subite, l'Europa sta uscendo dai "secoli bui". C'è un surplus di popolazione e, soprattutto, un surplus di cadetti della piccola nobiltà. Il sistema feudale, basato sulla primogenitura, lasciava i figli minori senza terra e armati. Questa violenza endemica interna doveva essere sfogata altrove.
- La riforma gregoriana: la Chiesa sta cercando di affermare il primato del Papato sull'Impero. Il Papa non è più solo una guida spirituale, ma un monarca che può legittimare la guerra. La pax Dei (tregua di Dio) aveva tentato di limitare la violenza tra cristiani; la Crociata la esporterà fuori dai confini.
- L'Oriente frammentato: il mondo islamico non era un monolite. Era profondamente diviso tra il Califfato sunnita di Baghdad (sotto tutela dei Turchi Selgiuchidi) e il Califfato sciita fatimide in Egitto. I Turchi Selgiuchidi, convertiti di recente e militarmente aggressivi, avevano rotto il delicato equilibrio che permetteva i pellegrinaggi, sconfiggendo inoltre i Bizantini a Manzikert (1071).
2. Le cause: oltre la fede
Le cause sono un intreccio inestricabile di spiritualità genuina e cinismo politico.
- Il pretesto geopolitico: l'imperatore bizantino Alessio I Comneno chiese aiuto all'Occidente per mercenari contro i Turchi. Papa Urbano II, al Concilio di Clermont (1095), trasformò questa richiesta politica in un appello spirituale totale.
- Il movente spirituale (L'indulgenza): questa è la vera innovazione. Urbano II non promise solo la salvezza, ma la remissione immediata dei peccati (indulgenza plenaria). Per una società terrorizzata dall'Inferno, questa era un'offerta irrinunciabile. Si partiva come peregrini (pellegrini), ma armati.
- Il movente socio-economico: per le repubbliche marinare (Venezia, Genova, Pisa), l'Oriente significava mercati, spezie e controllo delle rotte. Per i cavalieri senza terra, significava la possibilità di diventare signori feudali in una "nuova Francia" oltremare.
3. La dinamica degli eventi: dalla follia alla strategia
La storia delle crociate non è lineare. Inizia con un disastro popolare, prosegue con un successo militare inaspettato e termina con due secoli di lenta agonia difensiva.
3.1 Il preludio tragico: la Crociata dei Pezzenti (1096)
Prima che i re e i duchi si muovessero, il popolo rispose. Spinti dalla predicazione incendiaria di Pietro l'Eremita, una massa informe di contadini, donne, bambini e nobili decaduti si mise in marcia mesi prima della data stabilita dal Papa.
Questa spedizione è fondamentale per due motivi tragici:
- L'antisemitismo in Europa: privi di fondi e logistica, questi "crociati" decisero che l'infedele non era solo a Gerusalemme ma anche in casa. Lungo il Reno (Worms, Magonza, Colonia) compirono i primi grandi pogrom della storia europea, massacrando migliaia di ebrei per derubarli.
- Il massacro in Anatolia: una volta arrivati in Asia Minore, indisciplinati e mal armati, furono annientati dai Turchi Selgiuchidi presso Civetot. Fu un macello, non una battaglia.
3.2 La prima Crociata "dei Nobili" (1096-1099)
Diversa dalla precedente, questa fu una campagna militare professionale guidata dall'alta nobiltà feudale (Goffredo di Buglione, Boemondo di Taranto, Raimondo di Tolosa), sebbene paradossalmente priva di un re regnante.
- Dopo un viaggio estenuante e l'ambiguo giuramento di fedeltà all'Imperatore bizantino, i crociati conquistarono Antiochia dopo un lungo assedio.
- 15 Luglio 1099: Gerusalemme cade. Le fonti (sia cristiane che musulmane) concordano sulla brutalità dell'evento: i crociati massacrarono la popolazione musulmana ed ebrea della città, "camminando nel sangue fino alle caviglie", come scrisse il cronista Raimondo d'Aguilers.
3.3 La seconda Crociata (1147-1149): il fallimento
Indetta dopo la caduta della Contea di Edessa (il primo stato crociato a crollare), fu predicata dal mistico San Bernardo di Chiaravalle. Per la prima volta parteciparono dei monarchi: Luigi VII di Francia e l'Imperatore Corrado III.
Si risolse in un disastro totale. Le armate furono decimate in Anatolia e l'assedio di Damasco fallì miseramente, incrinando il mito dell'invincibilità crociata.
3.4 La terza Crociata (1189-1192): i re e il sultano
La caduta di Gerusalemme per mano di Saladino nel 1187 scioccò l'Europa. Partirono i tre sovrani più potenti dell'epoca:
- Federico Barbarossa: morì annegato in un fiume in Anatolia prima ancora di combattere, lasciando l'esercito tedesco nel caos.
- Filippo II Augusto di Francia: abbandonò la spedizione dopo la presa di San Giovanni d'Acri per tornare a gestire i domini francesi.
- Riccardo Cuor di Leone: rimase solo contro Saladino. Non riuscì a riprendere Gerusalemme, ma ottenne una vittoria diplomatica: il libero accesso ai pellegrini cristiani.
3.5 La quarta Crociata (1202-1204): il tradimento
Questa spedizione segna la deviazione morale definitiva. I crociati, non avendo denaro per pagare la flotta veneziana, accettarono di saccheggiare la città cristiana di Zara e poi Costantinopoli stessa. L'Impero Latino d'Oriente che ne nacque fu una costruzione artificiale che indebolì fatalmente la cristianità orientale di fronte all'avanzata turca.
3.6 Le spedizioni finali e l'epilogo
Il fervore andò scemando nel XIII secolo, trasformandosi in spedizioni sempre più "politiche" o disperate:
- La Crociata "diplomatica" di Federico II (1228): un caso unico. Lo Stupor Mundi, scomunicato dal Papa, ottenne Gerusalemme trattando in arabo con il Sultano d'Egitto, senza spargere sangue. Fu una pace che la Chiesa rifiutò di accettare.
- Le Crociate di San Luigi (VII e VIII): Luigi IX di Francia, re santo, guidò due spedizioni fallimentari (in Egitto e a Tunisi), morendo di peste. Con lui morì l'ideale crociato classico.
Nel 1291, con la caduta di San Giovanni d'Acri, l'ultimo avamposto continentale cristiano venne spazzato via dai Mamelucchi.
4. Una lettura interpretativa: conseguenze ed effetti
Se analizziamo le conseguenze con onestà intellettuale, dobbiamo ammettere che le Crociate fallirono il loro obiettivo primario (mantenere Gerusalemme), ma trasformarono radicalmente l'Europa.
Effetti economici e sociali
- L'ascesa della borghesia mercantile: I veri vincitori furono Venezia e Genova. Il Mediterraneo divenne un lago commerciale europeo, ponendo le basi per il capitalismo mercantile.
- Ingegneria finanziaria: per finanziare le spedizioni e proteggere i pellegrini, nacquero gli Ordini monastico-cavallereschi (Templari, Ospedalieri). I Templari, in particolare, inventarono le prime forme di lettera di credito (l'antenato dell'assegno), diventando i banchieri d'Europa.
Effetti culturali e intellettuali
C'è un dibattito acceso su questo punto. Alcuni storici sostengono che le Crociate portarono cultura; io tendo a dissentire parzialmente.
- Lo scambio culturale avvenne molto più fruttuosamente nella Sicilia normanna o nella Spagna della Reconquista che non nei campi di battaglia della Terra Santa.
- Tuttavia, le Crociate importarono in occidente il gusto per il lusso, nuovi tessuti, spezie e tecniche di fortificazione (come il castello concentrico).
Effetti politici e religiosi (La "cattiva coscienza")
- Militarizzazione del Cristianesimo: la figura del monaco-guerriero (es. San Bernardo di Chiaravalle che elogia il "malicidio", l'uccisione del male nella persona dell'infedele) rappresenta una rottura teologica enorme rispetto al cristianesimo delle origini.
- Antisemitismo: le Crociate segnarono l'inizio dei grandi pogrom in Europa (in particolare in Renania). La violenza contro l'infedele lontano si riversò subito sull'infedele vicino.
5. Conclusione: il peso della storia
Come storico, vi invito a vedere le Crociate non come un evento chiuso nel 1291 (caduta di San Giovanni d'Acri), ma come una categoria mentale che è sopravvissuta. Il concetto di "Crociata" è stato riutilizzato costantemente nella retorica politica occidentale (e il termine "Crociati" in quella jihadista odierna) per giustificare conflitti ideologici.
Le Crociate furono il primo esperimento di colonialismo europeo e la prima volta in cui l'Europa si sentì "una" contro un nemico comune, pagando però il prezzo di una frattura insanabile con l'Oriente greco e islamico.
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